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venerdì 27 giugno 2014

Quella mattina di luglio, di Corrado Augias

Copertina del romanzo, con una foto di Man Ray

Un giallo 'storico': Quella mattina di luglio, di Corrado Augias

Roma, 19 luglio 1943: una giornata indimenticabile. L'indagine routine di Flaminio Prati, commissario del quartiere San Lorenzo, di un delitto avvenuto in un anonimo appartamentino del rione viene interrotta del bombardamento degli Alleati. Così inizia il crollamente del fascismo e nasce una nuova realtà post-fascista... però chi ha amazzatto la bellissima Franca Gandolfo, e perchè?


La mia copia di questo romanzo ho comprato per caso in una libreria di libri usati in California per $1.00; è stato infatti l'unico libro in italiano e l'ho scelto proprio per la bella copertina, adornata con una foto di Man Ray {"Harper's Bazaar," 1941}, e per l'opportunità di leggermi un libro in italiano.

Lettori miei, vi lascio immaginare la mia sorpresa quando ho letto che, durante l'episodio del bombardamento nei primi capitoli del romanzo, il protagonista Flaminio Prati si rifugia in una cantina dove incontra una madre e figlio. E come si chiama la coppia? Ida e Giuseppe, detto Useppe.  Una coincidenza? 

Sembrava incredibile... comunque, il mio dubbio è stato sciolto come i nodi dell'indagine stessa: nella "Nota dell'autore" che chiude il romanzo, spiega Augias: "Devo poi segnalare il romanzo di Elsa Morante, La Storia... al quale è dedicato una breve citazione testuale nel capitolo sul bombardamento, come il lettore accorto sicuramente avrà notato. Sono consapevole che una parte della critica ha apprezzato questo romanzo in misura inferiore agli altri della grande scrittrice. Per quanto mi riguarda lo lessi con tale trasporto da averne conservato un ricordo incancellabile." {pp. 258-9; dicembre 1994}

Copertina alternativa del giallo



martedì 27 maggio 2014

Magnifica presenza morantiana al convegno AAIS

Il 23-25 maggio presso l'Università di Zurigo si è svolto il convegno annuale dell'American Association for Italian Studies, organizzato dalla professoressa Tatiana Crivelli, nel quale hanno partecipato non solo i soliti accademici e docenti americani ma anche un gran numero di studiosi europei. 

Eccovi alcuni esempi di conferenze sulla Morante:

The Cultural Crisis of Modernity: Fragmentation, Marginalization and Transgression in Italian Women Writers of the Novecento [II].  
  • Organizza: Chiara Fabbian
  • Modera: Alberica Bazzoni
  • Emanuela Piga — Altri sguardi e frammenti di storia nella scrittura di Elsa Morante

La maternità nella letteratura italiana delle donne dal ventesimo secolo ai giorni nostri [I]. 
  • Organizza e modera: Laura Lazzari    
  • Melanie Jorba — Le madri di Elsa Morante
  • Katrin Wehling-Giorgi — Ero io l’ordinatore della strage: Mothers and Violence in Morante, Ferrante and Sapienza


Dante in Dialogue [II]

  • Organizza: Jennifer Rushworth   
  • Modera: David Bowe
  • Manuele Gragnolati — Between Transformation and Identity: For a Diffractive Reading of Dante, Pier Paolo Pasolini and Elsa Morante



Ho avuto inoltre il piacere di far parte di un panel tutto dedicato alla Morante ed organizzato dalla professoressa Stefania Lucamante:

Unreality, Artifice, and Sin in Elsa Morante’s Writings
  • Organizza: Stefania Lucamante 
  • Modera: Gaetana Marrone-Puglia
  • Gabrielle Orsi — Disenchanted Nature: Assurdità infernale in Menzogna e sortilegio
  • Sharon Wood — From Sophocles to beat: Staging the modern self in Elsa Morante's "Una serata a Colono"
  • Claudia Karagoz — Peccati: Sin, Abjection, and the Body in Elsa Morante's Early Writing
  • Stefania Lucamante — Propaganda, pregiudizio, e totalitarismo: Arendt e il mondo della Storia

 




martedì 11 marzo 2014

Morante, un secolo

Numero 57 / gennaio-marzo 2012 
Morante, un secolo

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Indice









DIARIO

di Elisabetta Rasy


ELSA MORANTE

Le donne di Elsa Morante 
di Silvia Avallone

La carezza di Elsa 
di Silvia Colangeli

La ragazzina 
di Elena Stancanelli

Appunti su La storia, l’innocenza e la colpa 
di Carola Susani

Mi riconosci, Aracoeli? 
di Chiara Valerio



SCRITTURE

Leopardi translated di Jonathan Galassi 

I giorni del Piccolo Cane 
di Veronica Raimo

Il vuoto dove prima non c’era 
di Ester Armanino

Gatto vivo gatto morto 
di Vivi Marlene

Olga a Belgrado 
di Irene Brin 

Il senso del mondo: Ludwig Wittgenstein 
di Vittorio Giacopini

La fanciulla e il lanciatore di coltelli 
di Wolf Wondratschek

A papà glielo dico domani 
di Andrea Giannetti

Carmi priapei, antico bestseller?
di Luca Canali


RIFLESSIONI

“Scene madri”: visioni psicoanalitiche da Aracoeli a Volver 
di Vittorio Lingiardi

Brevi appunti su Lucien Freud 
di Bernardo Siciliano

Rassegna di narrativa italiana 
di Francesco Longo e Carlo Mazza Galanti














































giovedì 19 gennaio 2012

ACTFL 2012 Annual Convention and World Languages Expo

Farò parte del convegno AATI-ACTFL in novembre a Philadelphia, con "Representing the War: World War II in Italian Literature and Film"!


Ecco un abbozzo della mia presentazione.. s'intitola per il momento "Elsa Morante's Roma: Una Città Not So Aperta."

Esamino come Elsa Morante rappresenta la seconda guerra mondiale nei suoi romanzi La Storia (1974) e Aracoeli (1982) con riferimento anche al racconto del 1945, "Il soldato siciliano" (che viene pubblicato solo nel 1963). Morante, una romana, localizza la guerra quasi esclusivamente a Roma; e in questo ambiente romano costruisce dei ritratti di gruppo, ritratti che sottolineano il soffrimento degli italiani e delle persone più marginalizzate come per esempio gli ebrei italiani. Benchè Morante sia antifascista, evita lo stesso di 'mitologizzare' la Resistenza in queste immagini di una Roma bellica.

Qual è il ruolo etica-estetica delle rappresentazioni morantiane di Roma e di guerra? 

mercoledì 18 gennaio 2012

Copertine: La Storia

Io personalmente trovo molto interessante le copertine de La Storia... dal 1974 ad oggi. La copertina originale sottolinea lo "scandalo" della Storia, come ho proposto in una lettura de La Storia che ho presentato al convegno Congress of the Humanities and Social Sciences, Canadian Federation for the Humanities and Social Sciences (CFHSS) nel 2005. La figura sdraiata sul mucchio di... che cosa-- i cadaveri? Un'immagine che mi fa pensare delle immagini iconiche dell'Olocausto...



E la copertina del 1995...è chiaro che ora c'è più enfasi sulla coppia madre-figlio (quest'immagine è un quadro di Picasso).





E due delle copertine ispirate dal film...


Traduzione dall'italiano all'inglese




Traduzione dall'italiano all'inglese
E la copertina della traduzione auf Deutsch. Magari, sarebbe bello come un poster per il film "Germania Anno Zero" di Rossellini... L'immagine mi sembra poco adatta al romanzo morantiano!

Übersetzung auf Deutsch/ Traduzione dall'italiano al tedesco

sabato 21 maggio 2011

I 150 Grandi Libri dell’Italia unita

 I 150 Grandi Libri dell’Italia unita--una commissione presieduta da Gian Arturo Ferrari ne ha scelto idealmente uno per ogni anno, dal 1862 ad oggi.

  • 1974,  Elsa Morante, La Storia
La copertina del 1974, suggestivo di un carnaio...



lunedì 14 marzo 2011

Notizia felice del giorno!!! Journal of Modern Jewish Studies pubblicherà il mio saggio "'Once upon a time there was an SS officer': The Holocaust between History and Fiction in Elsa Morante’s La Storia" questa primavera. 

venerdì 11 marzo 2011

Morante e YouTube

Facciamo un giro sul sito Youtube....

Cult Book: la puntata su L'isola di Arturo 


"Minna la siamese," una poesia di Elsa Morante e adesso un video:



Guido Crainz legge Il mondo salvato dai ragazzini, l'8 giugno, 2010:



Scenate morantiane sul palcoscenico, dei romanzi La Storia e Menzogna e sortilegio:

lunedì 3 gennaio 2011

2011's first guest post!

Cari lettori,


It is with great pleasure that I introduce the first guest contributor to this blog, Risa Sodi of Yale University's Department of Italian.  She is the author of Narrative and Imperative: The First Fifty Years of Italian Holocaust Writing, 1944-1994 (2007) and A Dante of Our Time: Primo Levi and Auschwitz (1990), as well as articles on modern Italian literature and history. Thanks to her specialization in Jewish Italy and the Holocaust, in particular Primo Levi, I met Risa while participating in a panel on Primo Levi at the annual convention of the Association for Jewish Studies (AJS) a few years ago. 
The following is her original contribution to this blog, titled 


"La storia, by Elsa Morante, Bruno Piazza, et. al"

Risa Sodi (Yale University)


A decade ago, Orville Richard Burrell, a.k.a. “Shaggy,” a Jamaican reggae singer had an international chartbuster with the song “Angel.”  It reached number one on ten singles charts, including in the U.K. and in the U.S., selling over 400,000 copies in the U.K. alone.  The single mixed the bass line from Steve Miller’s 1973 song, “The Joker,” words from lyricist Chip Taylor’s “Angel of the Morning” (a 1968 hit for singer Merrilee Rush), and new lyrics by Shaggy.  In Shaggy’s “Angel,” Taylor’s refrain
Just call me angel of the morning, Angel
Just touch my cheek before you leave me, baby
becomes
Girl, you’re my angel, you’re my darling angel
Closer than my peeps you are to me, baby  
Better?  Worse?  My ten-year-old self hummed Rush’s version all through the summer of ’68.  When I heard Shaggy’s remake three decades later, I started, I laughed, I wrinkled my brow, but I couldn’t decide: is this right?
What does this have to do with Elsa Morante?  Well, I’ve been thinking a lot about cheating lately.  Plagiarism and cheating are hot topics on my campus.  A November 12, 2010 Yale Daily News article, “Academic Dishonesty Cases Skyrocket,” reports that “the number of Yale students charged with cheating nearly doubled in the last academic year, according to the 2009-’10 Yale College Executive Committee Report”; not only, but of the 80 cases heard by the Yale undergraduate disciplinary board, 72 involved plagiarism or cheating, while the remaining 8 involved alcohol abuse. [i]  A follow-up article, also written by David Burt (Yale ’13), notes that “Cheating Confusion Persists.”  Yalies, it seems, think they know what constitutes academic dishonesty (though few admit to having read the university regulations), and one-third of those surveyed “said they did not know that turning in the same essay to different courses is considered cheating — and over half said they do not think it should be considered cheating.” [ii]  Confusion also reigns over collaborative work on problem sets or proper citation usage for quotes and other information.
My campus is not alone in confronting students confused over what constitutes original thinking and what constitutes cheating.  Campuses across the country are involved in similar battles. [iii]  Many include tips on avoiding cheating or plagiarism right in their academic handbooks; some offer orientation classes for freshmen; others encourage professors to put a plagiarism statement on their course syllabi, taking their standards right to the people, as it were.
But the people, in this case, are not the same as in generations, or even years, past.  While only 39 per cent of students “admitted cheating when William J. Bowers surveyed nine large public university campuses in 1963,” according to Columbia University, “sixty-eight percent of students surveyed at schools without honor codes acknowledged serious cheating at least once during their college career.” [iv] 
Today, plagiarism is in the culture, albeit under a different name.  It’s sampling, à la Shaggy, or it’s a remix, or a remake, or a mash-up (digital, music, video, or web application).  A more genteel era referred to such creations as a pastiche, a medley or a mélange, but “mash-up” is so much more twenty-first century.  What literature professor doesn’t smile at the idea behind Seth Grahame-Smith’s deliciously macabre 2009 Pride and Prejudice with Vampires, or Ben H. Winter’s 2009 tentacled Sense and Sensibility and Sea Monsters.  Winter even lists Jane Austen as his “co-author.”  Writing in the New York Times, Jennifer Schuessler drolly noted that that Austen was listed as co-author “despite the lack of what Hollywood types refer to as ‘participation.’” [v]
Today’s college students don’t so much study the cultural theories of intertextuality, dialogism, or intersubjectivity, they live them.  Theirs is an hypertextual world, where Craig Ferguson’s TV talk show immediately becomes a “hypertexted” performance by a Parisian comedy troupe; where the producers of a (possibly sampled) music video sued the creators of “South Park” for parodying their video too closely (they out-sampled the samplers?); or where P. Diddy, via his company Sean John, lifted an obscure calligraphic font from a 2007 Yale School of Architecture poster and put it on his T-shirts, only to be surprised by the outcry.
Elsa Morante?  I’m getting there…
In 2010, a 17-year-old German teen, Helene Hegemann, set off a media scandal with her chart-climbing debut novel, Axolotl Roadkill, when she frankly admitted to having sampled German blogger Airen’s novel, Strobo.  Not only, she defended her right to plagiarize, saying "true originality doesn't exist anyway, only authenticity." She staked a claim to the "right to copy and transform" other people's work, and, according to Time magazine, to “taking a stand against…the ‘copyright excesses’ of the past decade.” [vi]  Hegemann’s editors were not quite as bold and inserted into the novel’s second edition what was missing from the first: an acknowledgment of the “thoughts and texts” that had helped her. [vii]
Now, to Morante…
In 2007, I published a book on Italian Holocaust narratives, one chapter of which was dedicated to Morante’s 1974 novel, La storia (History). [viii]  I called that chapter “Elsa Morante’s Questionable History” and, indeed, I still hold that, from the point of view of Holocaust writing and Jewish characters, there is a good deal to question in History.  Morante, herself half-Jewish, though a practicing Catholic, crafted three characters — Ida Ramundo, Nora Almagià, and Davide Segre — who hate themselves as only “self-hating Jews” can. [ix]  In all three characters, their self-loathing becomes pathological, chasing them to untimely deaths imbued with symbolism about the role of the powerful (in this case, occultly, atavistically powerful) who sin against the meek.  “Morante’s focus on genealogy and bloodlines in a novel that creates its own representation of the Holocaust is, in light of the Nuremberg Laws, disturbing,” I wrote in 2007. 
But that aside, another focus of my “questions” in that chapter was Morante’s appropriation of “thoughts and ideas” from an older work, Bruno Piazza’s Perché gli altri dimenticano (“Because the Others Forget,” unpublished in English).  I carefully list the instances in which Morante takes over the words, the rhythms and the imagery of Piazza’s memoir.  In fact, Piazza, a Triestine Jew, had been deported to Auschwitz via San Sabba in 1944, when he was already 55 years old.  He returned to Italy at the war’s end — one of the roughly 10 per cent, or 800 Italian Jews (nineteen from Trieste), to survive deportation — and quietly resumed his former occupation as a lawyer.  In a burst of energy, over three weeks in 1945, Piazza drafted his memoirs but a short time later, on October 31, 1946, he suffered a fatal heart attack.  Perché gli altri dimenticano was published posthumously in 1956 and, ironically living up to its title, was soon forgotten by critics, scholars, readers and even by Italian Holocaust survivors organizations.
Morante, however, did not forget Piazza.  In fact, she appropriated whole sections from his book, just as she took “inspiration” (“uno spunto”) from Giacomo Debenedetti’s novella, 16 ottobre 1943, and Robert Katz’s investigative report, Black Sabbath[x]  Unlike Hegemann, she immediately credited her predecessors in her novel, thanking them in the first and all subsequent editions for the spunti they provided her.  At the time that I was working on Morante’s, Piazza’s, Debenedetti’s texts (from the early 1990s to the middle of the last decade), outrage was the dominate emotion I felt — for Morante’s casually disingenuous use of the word spunto, for the amnesia suffered by Piazza, for the transformation of Debenedetti’s elegant and elegiac prose into something he had not intended.  But today, that outrage has lessened and — somewhat like my students — I, too, am confused.  Is La storia a mash-up, and one that credits its sources, at that?  Is originality impossible?  Is sampling the new normal and hypertextuality inevitable?  Am I naïve to expect Morante’s or other novelists’ works to be farina dal loro sacco (grist from their own mills)?  Is Shaggy right when he sings,
Can’t be a fool, son, what about the long run
La storia saved Piazza from total obscurity.  Morante “sampled” his works and inserted his words and imagery into a novel that has had a vast international audience and a vastly greater impact than his own original.  Piazza lives on in the best-known novel of — arguably — the most read Italian woman novelist of the twentieth century.  We may decide that, in the long run, in the Hegemannian sense, La storia is unoriginal but also “authentic.”  Does plagiarism matter?
January 3, 2011


[i] http://www.yaledailynews.com/news/2010/nov/12/academic-dishonesty-cases-skyrocket/
[ii] http://www.yaledailynews.com/news/2010/dec/01/cheating-confusion-persists/
[iii] See, for example, the 2008 ABC News program “A Cheating Crisis in American Schools,” “University of Notre Dame Professor says cheating common on campuses” (http://business.nd.edu/news_and_events/mendoza_in_the_news/article.aspx?id=8073, December 4, 2010), “Now Class Must Tackle Cheating at Columbia” (http://www.nytimes.com/2006/12/03/nyregion/03columbia.html, December 3, 2006), etc.
[iv] http://www.columbia.edu/cu/tat/handout4.html
[v] Jennifer Schuessler, “Undead-Austen Mash-Ups,” New York Times, December 13, 2009.
[vi] http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1964424,00.html
[vii] Ibid.
[viii] Risa Sodi, Narrative and Imperative: The First Fifty Years of Italian Holocaust Writing, 1946-1994.  New York: Peter Lang USA, 2007.
[ix] Sander Gilman, Jewish self-hatred: Anti-Semitism and the Hidden Language of the Jews. Baltimore: Johns Hopkins University Press, 1986.
[x] Giacomo Debenedetti, 16 ottobre 1943.  Milan: Il saggiatore, 1982.  Robert Katz, Black Sabbath.  Toronto: Macmillan, 1969.

martedì 28 dicembre 2010

Aracoeli, 28 anni fa

Il 10 dicembre 1982, La Stampa:






La Stampa del 10 dicembre anche offriva citazioni delle recensioni del romanzo Aracoeli; si notino le tante riferenze all'Ottocento per descrivere il romanzo e/o la scrittura morantiana!

domenica 5 dicembre 2010

Robert Katz e "La Storia"

Ho appena finito di leggere The Battle for Rome di Robert Katz; mi è colpito il suo impiego de La Storia di Elsa Morante.

Katz cita il romanzo controverso tre volte come se fosse il reportage dei nove mesi dell'occupazione nazista invece di un romanzo--spesso per esprimere gli umori del popolo romano (pp. 275, 305 e 311).  E infatti Morante cerca di dare voce a quel popolo ne La Storia, mostrando la sua ben notata simpatia per "gli umili".

Benchè Morante conoscesse benissimo Roma, e sapesse quant'era una città oppressa, triste, affamata durante quei nove mesi, non sarebbe stato più adatto citare La Storia come finzione o come resoconto 'romanzato' in un'opera storiografica?

martedì 23 novembre 2010

Radio3 ricorda Elsa Morante il 25 novembre

Il 25 novembre non è solo il giorno di ringraziamento qui negli Stati Uniti, ma anche il venticinquesimo anniversario della scomparsa della scrittrice Elsa Morante, e Radio3 la ricorderà con una puntata speciale dedicata alla scrittrice.

I programmi di Radio3 dedicheranno parte del loro spazio al ricordo di Elsa Morante giovedì il 25: 

Fahrenheit- tra gli ospiti Carlo Cecchi, regista, attore, amico della Morante, e  Giuliana Zagra della Biblioteca centrale di Roma che sta curando l'archiviazione dei manoscritti e dei materiali morantiani. 
Hollywood Party- le opere letterarie della scrittrice romana portate sul grande schermo da Luigi Comencini (La Storia) e Damiano Damiani (L'isola di Arturo).

A partire dalle 20.00 invece Radio3Suite 
ricorderà  con la musica la grande scrittrice e lo farà con il compositore già discusso qui,
Hans Werner Henze: Cantata della fiaba estrema (1963). Inoltre Radio3Suite presenterà Franco Donatoni: Madrigale, per quattro cori di voci bianche e quattro percussioni (1991).
Direttamente dalla Radio3 homepage a partire da mercoledì 24 sarà possibile ascoltare Memoradio, la webradio di Radio3, con un percorso sonoro dedicato a Elsa Morante.
 

venerdì 8 ottobre 2010

"Ebrei" nascosti: Moravia e Morante a Fondi, settembre 1943-maggio 1944

Oggi scrivo brevemente solo per indicarvi due saggi interessantissimi di Emanuele Sepe sul soggiorno forzato di Alberto Moravia ed Elsa Morante a Fondi nella provincia di Latina dall'inizio di settembre '43 al maggio 1944. 

I nostri si sono dati alla fuga dopo l'8 settembre 1943, paventando le retate dei tedeschi (tutt' e due erano di origini ebraiche); però dovuto ad un'interruzione nella linea del treno, non potevano andare a Napoli, ed invece sono rimasti a Fondi. Il loro nascondiglio era una stanza in una casa contadina; i nove mesi passati lì hanno ispirato La ciociara di Moravia; e ne La Storia di Morante appaiono dei personaggi dagli stessi cognomi come i loro ospiti--i Mosillo e i Marrocco.

La ciociara con Sophia Loren (grazie a Margaret Herrick Library).

Il primo saggio di Sepe, "Una specie di porcile con un'anima: La Morante e Moravia a Fondi," racconta come la coppia è arrivata in quel paese montagnosa e povera e come erano accolti.

Nel saggio seguente, "Testimonianze: il ricordo dei Mosillo, Morante e Moravia a Fondi", Sepe descrive i rapporti amichevoli tra i due scrittori e i loro ospiti, riportando i ricordi di Isabella Savona, vedova di Mario Mosillo, e il professore Augusto Mosillo.

Trovo molto interessante questa mancanza di paura-- secondo gli interlocutori di Sepe, né Morante né Moravia temeva molto che qualcuno a Fondi potesse scoprire le loro origini ebraiche, perché i contadini ignoravano chi erano. Invece a Roma c'erano il pericolo nazista da cui hanno fuggito; un pericolo realizzato il 16 ottobre 1943.

La questione dell'identità ebraica di Morante mi interessa molto, precisamente perchè non è chiara o fissa (mettendo da parte, certo, le dichiarazioni razziali dei fascisti e dei nazisti che pretendono di chiarificare la questione!) C'è La Storia, ci sono le parabole di Aracoeli (che secondo Sergio Parussa  sono tracce cabalistiche; veda "The Womb of Dreams: Cabbalistic Themes and Images in Elsa Morante’s Aracoeli" nel Festschrift The Power of Disturbance: Elsa Morante's Aracoeli), c'è il racconto “Il ladro dei lumi” del 1935... comunque, della questione dell'ebraismo nella letteratura e nelle opere morantiane ne parlerò in un altro blog post!
 


venerdì 24 settembre 2010

Musica e poesia: Hans Werner Henze e Elsa Morante

Hans Werner Henze

Hans Werner Henze. CreditErich Auerbach/Hulton Archive, via Getty Images

Il compositore tedesco Hans Werner Henze (1926-2012), fuggì la Germania negli anni cinquanta per l'Italia. Dopo un periodo di residenza sull'isola di Ischia, Henze parto in gennaio 1956 per Napoli e poi Roma, dove trascorreva molti anni.  Collaborava a lungo con la poeta tedesca Ingeborg Bachmann.  
Comunquen nel 1963 ha scelto di basare una composizione sulla poesia di Elsa Morante:
Cantata della fiaba estrema (1963)
http://www.amazon.com/gp/product/B000XXR02A
http://archiviostorico.corriere.it/2010/febbraio/14/luce_Roma_nella_mia_musica_co_9_100214059.shtml

"La luce di Roma nella mia musica" di Cappelli Valerio Pagina 35 (14 febbraio 2010) - Corriere della Sera

Brevi soggiorni a Ischia e a Roma, dove fu accolto alla corte di Visconti: «Incarnava lo charme, volendo, poteva essere molto violento e aggressivo, era circondato da gente piena di splendore e arroganza, mi sentivo fuori posto»; frequentò Elsa Morante: «Era il mio punto di riferimento, coi suoi begli occhi miopi che tradivano i sentimenti, musicai una sua poesia d' amore, Alibi, purtroppo litigammo e lei era radicale in questi "divorzi"»
Video della Cantata della fiaba estrema (1/3)


Video della Cantata della fiaba estrema (2/3)




Video della Cantata della fiaba estrema (3/3)